Diritto Bancario

La banca deve risarcire il danno subito a seguito dell’investimento in obbligazioni Cirio per non aver informato il cliente in ordine al rating [..]

La Banca deve risarcire il danno subito a seguito [..]
  • Data: 31

“La banca deve risarcire  il danno subito  a seguito dell’investimento in obbligazioni Cirio per non aver informato il cliente in ordine al rating. Il diritto dell'attore si prescrive nell’ordinario termine decennale in quanto trattasi di materia contrattuale” (Tribunale di Lucca n. 1270/2017).


Il caso concerne un contratto di intermediazione mobiliare e deposito titoli in forza del quale il direttore di filiale aveva proposto al cliente di effettuare un investimento molto vantaggioso; durante l'incontro l'odierno attore faceva espressamente presente di non voler correre rischi in quanto i risparmi erano pervenuti in forza della morte della madre.
Rassicurato dalle parole profuse dal direttore il correntista aveva acquistato obbligazioni Cirio Holding 6,25% nella errata consapevolezza di acquistare obbligazioni della società italiana Cirio spa mentre in realtà l'ordine riguardava obbligazioni straniere.
Peraltro non era stato riportato alcun dato circa l'andamento economico della società stranire, sul rating nonché sul contenuto della Offering Circular e sui rumors che, da tempo, circolavano nell'ambiente finanziario né tanto meno vi era stata informazione sulla profilatura del cliente così come previsto dall'art. 28 comma 1 lettera a del Reg. Consob 11522/1998.
Si costituiva la banca nel giudizio promosso presso il Tribunale di Lucca eccependo la prescrizione ritenuta dal relativo difensore quinquennale e nel merito riferendo della correttezza del direttore nel proprio operato.
Dopo aver svolto l'istruttoria, sentito i testimoni la causa veniva trattenuta in decisione e il Tribunale di Lucca, in data 15.6.2017, emetteva sentenza di condanna della banca sui seguenti fondamenti.
Dapprima il Tribunale ritiene, concordemente con la Corte di Cassazione n. 17868/2011, l'azione di natura contrattuale e quindi soggetta a prescrizione decennale.
Nel merito la banca non ha, sempre secondo l'autorità giudiziaria, dimostrato di aver agito correttamente e con diligenza trattandosi di un'operazione di elevata pericolosità economica e né erano state fornite le dovute notizie circa il rating delle obbligazioni acquistate.
Per tali motivi la banca viene condannata alla restituzione della somma investita detratte le somme percepite medio tempore a titolo di cedole oltre gli interessi legali e la rivalutazione; la banca viene anche condannata al pagamento delle spese legali di parte attrice.



commento avv. Carlo Cavalletti
Via R. Fucini, 49
56125 Pisa

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Contratto bancario nullo se firmato solo dal cliente (Cassazione Civile - sezione I - n. 5919/2016 del 24.3.2016)

Contratto bancario nullo se firmato solo dal cliente

  • Data:17

La sentenza che andiamo a trattare rappresenta un forte cambiamento di pensiero della Suprema Corte in materia di contratti bancari e finanziari, suscettibile di avere un effetto dirompente in tutti quei contenziosi, in cui si discute sulla validità del contratto riportante una sola firma e prodotto in giudizio, ossia caratterizzato dalla presenza sul documento della sola sottoscrizione del cliente, mentre manca la firma della banca o dell’intermediario finanziario.

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Diritto Bancario

ANATOCISMO
Per anatocismo s’intende la consuetudine bancaria in forza della quale gli interessi maturati sul saldo debitore vengono capitalizzati, ossia riportati "a Capitale"   producendo trimestre per trimestre sempre più interessi.
In tali ipotesi lo studio ricalcola il saldo in base ai corretti criteri, fin dall’apertura del conto corrente, e chiede che la banca sia condannata a restituire la differenza tra il saldo che essa pretende e il saldo calcolato da noi.
Il saldo ricalcolato prenderà in considerazione, oltre che gli illegittimi interessi anatocistici, anche gli interessi ultra-legali passivi ed eventualmente superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96, le commissioni di massimo scoperto, le valute e le spese di tenuta conto.
Per intraprendere una vertenza occorre:
copia degliestratti conto trimestrali, comprensivi di scalare e riepilogo competenze, dall'apertura del conto fino ad oggi, o fino alla chiusura (se il conto è stato chiuso), nonché, ove possibile, del contratto di apertura del conto e successive risottoscrizioni/rimodulazioni.
La presente documentazione potrà altresì essere richiesta alla stessa Banca la quale dovrà consegnare quanto richiesto in forza del TUB.


 
MUTUI/LEASING
Lo studio valuta l’ipotesi in cui vi è usura.
Nel contratto di mutuo si possono verificare varie problematiche legate a numerosi aspetti quali:
1. Calcolo degli interessi anatocistici sempre presenti nel sistema di ammortamento c.d. alla francese;
2. indeterminatezza/'indeterminabilità del tasso di interesse applicato;
3. cumulo degli interessi di mora con gli interessi dovuti sulle somme concesse in mutuo;
4. alla continuazione della contabilizzazione delle rate a scadere dopo la decadenza del beneficio del termine.
Nei mutui o leasing, spesso:
1. il tasso indicato nel contratto non corrisponde a quello effettivamente applicato (Tasso Annuo Effettivo);
2. il tasso di interesse indicato risulta difforme da quello sul quale è stato costruito il piano di ammortamento;
3. il tasso di interesse risulta ancorato ad indici non oggettivamente ed obiettivamente individuabili;
4. il tasso di interesse risulta parametrato all'andamento dell'ECU o di altra valuta;
5. gli interessi di mora sono superiori alle soglie usurarie ex L. n. 108/96;
6. in luogo di tali tassi, previo accertamento giudiziale della ragione da valutare caso per caso, si applica la sanzione prevista dall’art. 1815 c.c. (NESSUN INTERESSE E’ DOVUTO), oppure TASSO LEGALE se si tratta di rapporti antecedenti all'entrata in vigore del D. Lgs. N° 385/93 (T.U.B.), altrimenti si applicano i tassi sostitutivi di cui al settimo comma dell'ART. 117 TUB.
Lo Studio necessita della seguente documentazione:
1. Atto di mutuo o leasing;
2. Atto di erogazione e quietanza;
3. Avvisi scadenza rate;
4. Quietanza pagamento rate;
5. Estratto conto rilasciato dalla Banca dei pagamenti effettuati e tassi praticati;
6. Eventuale corrispondenza con la Banca;
7. Eventuale Atto di precetto;
8. Eventuale atto di pignoramento;
9. Eventuali atti di citazione e/o di opposizione;
10. Qualora qualche documento non fosse reperibile sarà valutata la possibilità di effettuare ugualmente la valutazione di fattibilità e
la perizia.



QUANTO TEMPO HO PER FAR CAUSA ALLA BANCA?

Nel caso in cui il conto sia stato già chiuso si hanno dieci anni di tempo per intentare la causa e si può agire per il recupero di tutto, anche se il fido di conto corrente è durato, ad esempio, 30 anni, perché la prescrizione non decorre mentre il conto è aperto. Se non si ha la documentazione la si può chiedere alla banca, che deve per legge rilasciarla entro tre mesi ai sensi dell’art. 119 Testo Unico Bancario e secondo la legge sulla privacy. La banca però, in genere, non consegna la documentazione più vecchia di dieci anni dal momento in cui la si chiede, per cui, se non si ha la documentazione relativa al periodo anteriore a dieci anni, per quel periodo non si possono fare i conteggi, a meno che non si riesca ad ottenere (in via giudiziale dal Giudice) l’ordine alla banca di esibirla. Se la banca ha superato i tassi usurari, si può presentare denuncia querela per usura. Una volta depositata la denuncia querela, è possibile presentare una domanda come vittima dell’usura, ai sensi dell’art. 20 della L. n. 44/99 (e successive modif. e integraz.), per poi chiedere la sospensione di 300 giorni (rinnovabile eventualmente per altri 300 giorni) dai termini di pagamento, quali i termini dei pignoramenti, nonché di tre anni per gli adempimenti fiscali.


Se hai bisogno di una consulenza in merito a questo argomento compila il form, ti contatteremo entro 24 ore.

 

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