Diritto Civile

Responsabilità medica ed utilizzo della cartella clinica incompleta come prova. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 4424 del 18.02.2021).

Responsabilità Medica ed utilizzo della cartella [..]

  • Data:02 Marzo

 

La Suprema Corte riaffronta il tema della responsabilità medica e, nel caso in esame, focalizza l'attenzione sulla cartella clinica incompleta e sull'utilizzo della stessa da parte del paziente come prova.

La vicenda riguardava due genitori i quali agivano in giudizio, sia iure proprio che quali genitori del minore, al fine di ottenere il risarcimento dei danni subiti dal figlio al momento della nascita.

Gli attori sostenevano la presenza di un danno biologico in capo al figlio minore nonché di un danno parentale in capo agli stessi e chidevano la condanna al risarcimento del medico, dell'ostetrica e della struttura sanitaria interessata.

Il paziente che ritiene di essere stato danneggiato da un comportamento medico deve dimostrare la casualità materiale; nello specifico deve dimostrare la sussistenza del rapporto di causa effetto tra la prestazione sanitaria svolta e l'aggravamento o l'insorgere della patologia.

Tale onere probatorio può essere assolto, anche,  per presunzioni.

Dall'altro lato il medico deve, invece, dimostrare la causalità giuridica al fine di essere esente da responsabilità.

In sostanza il medico deve dimostrare alternativamente di aver adempiuto esattamente alla propria obbligazione ai sensi e per gli effetti dell'art. 1176 cc e che sia intervenuta una causa esterna, imprevedibile ed inevitabile.

Nel caso di specie, gli Ermellini affermavano che l'incompletezza della cartella clinica non può svantaggiare il paziente circa l'assolvimento dell'onere probatorio, pertanto, il danneggiato può provare il nesso causale anche per presunzioni ed utilizzare a tal fine una cartella clinica compilata in modo incompleto.

Ciò, nel caso in cui il personale medico abbia posto in essere un comportamento astrattamente idoneo a creare il danno e l'incompletezza della cartella renda impossibile accertare il nesso causale tra la condotta e l'evento.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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