Diritto Civile

Ha diritto all'assegno divorzile l'ex moglie che ha sacrificato le proprie ambizioni per la famiglia (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 13724 del 20.05.2021).

Ha diritto all'assegno divorzile l'ex moglie  [..]

  • Data:05 Giugno

 

Il caso aveva ad oggetto un procedimento per la cessazione degli effetti civili del matrimonio.

In primo grado e in appello veniva disposto l'obbligo a carico dell'ex marito di versare all'ex moglie un assegno divorzile pari ad € 450,00 mensili, nonostante, rispetto al periodo della separazione, la situazione reddituale dell'uomo fosse peggiorata.

La Corte di Appello, nel confermare la decisione di primo grado, valutava, altresì, la situazione  patrimoniale e reddituale della donna e, ricollegandosi al principio di cui alla sentenza delle Sezioni Unite del 2018 sul tema, riconfermava l'assegno in considerazione della funzione perequativa e di riequilibrio per il contributo dato dalla donna alla famiglia in costanza di matrimonio.

L'ex marito ricorreva dinanzi alla Suprema Corte sollevando tre motivi di doglianza.

In primo luogo, l'uomo lamentava l'omesso esame di fatti decisivi quali la consistenza del patrimonio immobiliare ereditato dall'ex moglie.

Il ricorrente rilevava, altresì, la violazione dell’articolo 5 della legge n. 436 del 1978 e dell’articolo 3 della Costituzione non avendo la Corte del merito, correttamente, valutato la consistenza patrimoniale dei coniugi e la situazione patrimoniale degli stessi.

I primi due motivi venivano ritenuti non meritevoli di accoglimento.

Il terzo motivo, riguardante la condanna delle spese del giudizio di appello, invece veniva accolto.

Per quanto qui di interesse, la Corte, in merito ai due motivi riguardanti il pagamento dell'assegno, ha ritenuto la decisione del giudice di merito corretta.

Gli Ermellini hanno ricordato la funzione dell'assegno così come enunciata dalla giurisprudenza della Corte con la citata sentenza n. 18287 del 2018.

In sostanza la previsione dell'assegno, nel caso di specie, risultava valida, sia in virtù della disparità reddituale tra gli ex coniugi sia in considerazione del sacrificio tenuto dalla donna durante la non breve durata della convivenza familiare. La stessa, infatti, si è dedicata all'accudimento e al mantenimento del figlio sacrificando le proprie aspirazioni professionali.

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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