Diritto Civile

Nel rapporto tra avvocato e cliente si applica la tutela del consumatore e nel caso di controversia il foro competente è quello del cliente.

Nel rapporto tra avvocato e cliente si applica la tutela del consumatore e nel caso [..]

  • Data: 06

 

“Nel rapporto tra avvocato e cliente si applica la tutela del consumatore e nel caso di controversia il foro competente è quello del cliente. La nullità del decreto per incompetenza determina una decisione di rito ma anche di merito con contestuale revoca del decreto ingiuntivo opposto” (Sentenza Giudice di Pace di Roma – sezione IV – numero 40385/2015)
La difesa dell'avv. Carlo Cavalletti concerne il caso di una persona che si era vista notificare dal precedente procuratore un decreto ingiuntivo emesso dal Giudice di Pace di Roma per la trattazione di una pratica legale di natura penale.
La difesa rilevava in via preliminare di rito, la nullità del decreto opposto rilevando l’incompetenza territoriale del Giudice di Pace adito in favore del Giudice di Pace di Pisa e/o in subordine - sempre in via preliminare di rito - rilevava la litispendenza e/o la continenza della presente causa rispetto a quella pendente dinanzi al Tribunale di Pisa con conseguente applicazione cancellazione (nel caso di litispendenza) e o riunione (continenza); in via di merito, chiedeva opponeva l’inesistenza del credito per intervenuto pagamento degli onorari di controparte e in subordine l’estinzione del credito per compensazione.

Si riportano alcuni passi della memoria conclusionale che sono emblematici: “in caso di lite tra avvocato e cliente, ai sensi dell’art. 637 c.p.c. sussisterebbero tre fori astrattamente competenti per la proposizione del ricorso per decreto ingiuntivo volto al recupero degli onorari: il comma 1 fissa la regola generale secondo cui la domanda monitoria va proposta al giudice che sarebbe competente a conoscere la domanda proposta in via ordinaria; al comma 2 si stabilisce che in alternativa, per i crediti di cui all’art. 633 comma 2 c.p.c., tra i quali rientrano anche quelli per compensi maturati dal procuratore in occasione del processo, è competente il giudice del luogo in cui è stata decisa la causa cui il credito si riferisce.
Infine il comma 3 individua un foro speciale esclusivamente per notai ed avvocati che consente la proposizione del ricorso per decreto ingiuntivo dinnanzi al giudice del luogo in cui si trova l’ordine presso il quale è iscritto l’avvocato al momento dell’instaurazione dell’azione.
Tuttavia, si rileva come Cass. civ. Sez. III Ordinanza, 09-06-2011, n. 12685 abbia precisato che ai rapporti tra avvocato e cliente sia da ritenersi applicabile il Codice del Consumo - D.Lgs. 206/2005: “Nei rapporti tra avvocato e cliente quest'ultimo riveste la qualità di "consumatore", ai sensi dell' art. 3, comma 1, lettera a), del d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206, a nulla rilevando che il rapporto sia caratterizzato dall'"intuitu personae" e sia non di contrapposizione, ma di collaborazione (quanto ai rapporti esterni con i terzi), non rientrando tali circostanze nel paradigma normativo. Ne consegue che alla controversia tra cliente ed avvocato in tema di responsabilità professionale si applicano le regole sul foro del consumatore di cui all' art. 33, comma 2, lettera u), del d.lgs. n. 206 cit.”.
A tal proposito, è opportuno specificare come le contestazioni avanzate da controparte circa la correttezza della scelta del foro siano errate in quanto non prendono in considerazione la suddetta pronuncia della Corte di Cassazione, sentenza 9 giugno 2011, n. 12685 (ma già in precedente ord. Cass. 26 settembre 2008, n. 24257) la quale, a proposito del rapporto tra il foro speciale alternativo di cui all’art. 637, comma 3, c.p.c. in favore degli avvocati, ed il foro esclusivo del consumatore di cui all’art. 33, comma 2, lett. u), d.lgs. 6 settembre 2005, n. 206 , ha affermato che, sebbene per la presenza sia dell’avvocato che del cliente-consumatore sarebbero astrattamente applicabili entrambe le norme, deve darsi necessariamente la prevalenza alla norma in tema di foro del consumatore”.
Il Giudice di Pace accoglie in toto le ragioni espresse dall'avv. Carlo Cavalletti riferendo provvedendo sia alla individuazione quale foro competente quello del consumatore ed affermando inoltre come la decisione circa l'incompetenza giurisdizionale che ha emesso il decreto in via monitoria – non è una sola decisione sulla competenza – ma anche di merito con conseguente nullità del decreto opposto.

 

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