Diritto Civile

Per integrare la fattispecie del reato di percosse è sufficiente anche un solo schiaffo. (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 27737/2019).

Per integrare la fattispecie del reato di percosse è sufficiente anche un solo schiaffo [..] 

  • Data: 9 Luglio

Per integrare la fattispecie del reato di percosse è sufficiente anche un solo schiaffo. (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 27737/2019)

Con la pronuncia in esame la Cassazione chiarisce i casi in cui può ritenersi configurabile il reato di percosse, invece che di ingiuria.

Il caso concerne un ricorso presentato da un uomo condannato per percosse nei confronti di una donna.

L'imputato veniva condannato sia in primo e che in secondo grado.

Nello specifico, durante una discussione, colpiva, con uno schiaffo, una donna mentre tentava di strappargli un foglio.

L'uomo proponeva ricorso per Cassazione, nel quale invocava l'insussistenza del reato in riferimento sia alla condotta che al dolo. Sosteneva, infatti, la mancanza di prova, da parte della vittima, della sofferenza fisica inflitta e affermava, altresì, la sua mancata intenzione di colpire la donna.

Il ricorrente adduceva, pertanto, che la condotta tenuta fosse riconducibile alla fattispecie dell'ingiuria.

I Giudici della Suprema Corte dichiaravano il ricorso infondato nonché inammissibile.

Nella motivazione richiamano la giurisprudenza sul tema, ed affermano che, il reato di percosse si configura in presenza di qualsiasi “violenta manomissione dell'altrui persona fisica”.

La Corte ritiene, pertanto, che il significato da attribuire al termine percosse di cui all'art. 581 c.p. sia da intendere in senso ampio e come tale comprensivo, come nel caso di specie, anche degli schiaffi, qualora questi non diano luogo a malattia.

In base a quanto sopra, la percossa, così intesa, si distingue dall'ingiuria. Il reato di ingiuria, infatti, affinchè possa configurarsi, necessita di una violenza simbolica, anche con un minimo contatto fisico, ma incapace di arrecare al soggetto una sofferenza fisica.

In merito alla mancata prova della sofferenza, sostenuta dall'imputato, la Corte chiarisce che, la condotta è idonea ad integrare il reato di percosse qualora provochi “una apprezzabile sensazione dolorifica”.

In definitiva, nella vicenda in esame, la Corte ritiene che la condotta dell'imputato si sia manifestata in modo violento, tale da escludere l'integrazione del reato di ingiuria.


Avv. Carlo Cavalletti Patrocinante in Cassazione

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