Diritto Civile

Applicazione della scriminante della legittima difesa in caso di offesa nuova ed autonoma (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 36143 del 16.08.2019).

Applicazione della scriminante della legittima difesa in caso di [..] 

  • Data: 19 Settembre

 

Applicazione della scriminante della legittima difesa in caso di offesa nuova ed autonoma (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 36143 del 16.08.2019)..

 

La vicenda in esame sorgeva a seguito di una lite per motivi di circolazione stradale. L'imputato veniva condannato per lesioni aggravate e la sentenza di condanna veniva confermata anche dalla Corte di Appello competente.

Nello specifico l'imputato, con moglie e figli, attraversava la strada ed aggrediva prima verbalmente e poi fisicamente la parte lesa, in quanto questa guidava ad alta velocità.

L'automobilista, a quel punto, colpiva il ricorrente con una mazza da baseball coinvolgendo nello scontro anche la moglie dell'imputato che era intervenuta per dividere i due soggetti e placare la discussione.

A seguito del coinvolgimento della moglie l'imputato reagiva, si impossessava della mazza da baseball e colpiva l'automobilista. Quanto accaduto comportava la condanna sia in primo che in secondo grado in quanto secondo la Corte di Appello, nel caso di specie non risultava applicabile la scriminante della legittima difesa.

La causa di non punibilità non trova applicazione, a parere della Corte, nei confronti di chi, volontariamente, abbia contribuito a creare la situazione di pericolo.

Nel caso di specie risultava assente il requisito della necessità previsto dall'art 52 c.p.

L'imputato proponeva ricorso in Cassazione sostenendo che la Corte di Appello non aveva tenuto conto del fatto che le lesioni si erano concretizzate per difendere la moglie.

Il ricorso si fondava, altresì, sulla mancata concessione dell'attenuante di cui all'art 62 n. 2, c.p. ovvero “l'aver agito in stato d'ira determinato da fatto ingiusto altrui”.

La Suprema Corte, pur condividendo il principio affermato dal Giudice di Appello, sostiene che, nel caso in esame, non può trovare applicazione perchè non erano stati presi in considerazione gli sviluppi imprevedibili della vicenda ma solo l' aggressione iniziale.

L'imputato colpiva l'automobilista solo nel momento in cui sorgeva la necessità di difendere la moglie.

La Corte puntualizza che: “la causa di giustificazione della legittima difesa può essere riconosciuta quando, sussistendo tutti gli altri requisiti voluti dalla legge, vi sia stata un'azione assolutamente imprevedibile e sproporzionata, ossia un'offesa che per essere diversa e più grave di quella accettata si presenti del tutto nuova, autonoma ed in tal senso ingiusta”.

Nel caso in esame la Corte non aveva considerato lo stato di concitazione derivante dal coinvolgimento della moglie nella lite in corso.

Pertanto la Corte riteneva il ricorso fondato e annullava la sentenza con rinvio alla Corte di Appello competente.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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