Diritto Civile

Non è configurabile il reato di diffamazione se l'offeso non è identificabile (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 49435 del 05.12.2109).

Non è configurabile il reato di diffamazione...[..]

  • Data: 17 Gennaio

 

Il caso in esame concerne la configurabilità del reato di diffamazione nel caso in cui il soggetto, a cui sono rivolte le espressioni, potenzialmente lesive, non sia identificabile.

Due soggetti venivano imputati del reato di cui all'art. 595 c.p. per aver affisso, alla finestra di loro proprietà, un cartello, contenente una espressione offensiva e posto di fronte all'abitazione della persona offesa.

Sia il Tribunale che la Corte di Appello assolveva i due imputati per la particolare tenuità del fatto.

In sede di appello veniva sollevata la questione relativa all'esatta individuazione del soggetto offeso, inoltre, l'espressione meritevole di rilievo non consentiva di identificare il destinatario.

La questione giungeva dinanzi alla Suprema Corte, dove gli imputati proponevano ricorso per motivi di legittimità.

La Cassazione accoglieva il ricorso degli imputati e fornisce chiarimenti in merito agli elementi del reato di diffamazione.

In primo luogo gli Ermellini affermano di non doversi procedere in relazione all'illecito penale di ingiuria in quanto, a seguito della depenalizzazione, non è previsto dalla legge come reato.

Per ciò che riguarda il reato di diffamazione la Corte ritiene che, al di là delle implicazioni soggettive di colui che recepisce la frase come offensiva, nel caso di specie, l'espressione ritenuta potenzialmente lesiva, non ha una valenza negativa e dispregiativa, pertanto, non ha “un'effettiva portata lesiva dell'altrui reputazione.

Ciò posto, a parere della Corte non risulta integrata la fattispecie del reato di diffamazione.

L'espressione, infatti, seppur idonea a generare una reazione emotiva del soggetto, non ha assunto alcuna valenza specifica e non si evince un collegamento con la persona a cui era indirizzata percepibile da parte di soggetti terzi.

La Corte aggiunge che, in tema di reato di diffamazione, la giurisprudenza è molto chiara e rigorosa richiedendo l'individuazione del soggetto passivo, in mancanza del quale la fattispecie non può ritenersi integrata.


Commento dell' Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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