Diritto Civile

Possibile riduzione dell'importo del mantenimento se il secondo marito dell'ex moglie adotta i figli (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 7555 del 27.03.2020).

Possibile riduzione dell'importo del mantenimento ...[..]

  • Data:14 Aprile

 

Il caso in esame riguarda la possibile riduzione dell'importo dell'assegno di mantenimento in seguito all'adozione delle figlie da parte del secondo marito dell'ex moglie.

Nello specifico il padre, dopo l'omologa che prevedeva, tra le altre cose, il mantenimento delle figlie nella misura di € 700,00 per la primogenita e di € 500,00 per la seconda agiva dinanzi al Tribunale competente.

L'uomo chiedeva la riduzione dell'assegno in seguito al matrimonio dell'ex coniuge e all'adozione delle figlie da parte del marito.

L'ex moglie si costituiva in giudizio chiedendo l'aumento dell'assegno nei confronti di una delle due figlie.

Il Tribunale revocava l'assegno nei confronti di una figlia e disponeva la riduzione ad € 200,00 per l'altra.

In sede di appello veniva ripristinato l'obbligo del mantenimento, in capo al padre, oltre al pagamento delle spese straordinarie nella misura del 50%.

Il genitore obbligato ricorreva dinanzi alla Suprema Corte dove rilevava, tra l'altro, di aver sempre provveduto a mantenere le figlie maggiorenni e l'inesistenza di un dovere generalizzato di mantenere il figlio maggiorenne. Sottolineava, altresì, la mancata valutazione, da parte del Giudice, dell'assenza di rapporti tra padre e figlie, delle quali si è occupato il marito dell'ex moglie, circostanza, quest'ultima, tenuta in considerazione in sede di adozione.

La Corte accoglieva alcune doglianze sollevate e ribadiva che, in casi di richiesta di revisione dell'assegno di mantenimento, il Giudice deve verificare i fatti e le circostanze sopravvenute e valutare se queste abbiano alterano l'equilibrio precedente e, in base a tale considerazione, adeguare l'importo.

Per quanto riguarda l'assegno di mantenimento nei confronti di figli maggiorenni la Corte ricorda la possibilità per il Giudice di prevedere la corresponsione di un assegno periodico, obbligo che cessa al momento dell'indipendenza economica e che non ha possibilità di reviviscenza in caso di perdita di lavoro.

Infine, in merito all'adozione di maggiorenni, la Corte ha privilegiato l'orientamento che valorizza la formazione di nuclei familiari stabili.

Sulla base di questo, la Corte ha affermato che non può nè porre a carico del genitore adottante l'obbligo del mantenimento né liberare il padre dal relativo obbligo.

Ciò nonostante gli Ermellini ritengono che, in riferimento all'importo da determinare, occorre considerare, quale elemento incidente sulla misura dell'assegno, sia l'adozione, sia il fatto che il padre ha sempre provveduto alle stesse in modo continuativo.

 

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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