Diritto Civile

Non si applica l'automatismo tra danno biologico e danno morale. (Corte di Cassazione, Sezione Civile n. 7753 dell'08 aprile 2020).

Non si applica l'automatismo tra danno...[..]

  • Data:22 Aprile

 

Con la pronuncia in esame la Suprema Corte ritorna sul tema dell'applicazione dell'automatismo tra il danno biologico e il danno morale.
La vicenda traeva origine dalla richiesta di risarcimento danni per lesioni personali che, un soggetto, coinvolto in un incidente stradale, rivolgeva nei confronti del responsabile e della compagnia assicurativa.
In primo grado il Giudice di Pace competente accoglieva la domanda ed accertava il danno biologico, relativo alla rachide cervicale, nella misura del 2%, liquidando il danno morale nella misura di un terzo di quello permanente.
La compagnia assicurativa appellava la decisione ed il Tribunale, in accoglimento parziale del gravame, affermava che il danno morale da sofferenza era stato liquidato oltre il limite di un quinto. In riferimento al danno biologico, il Tribunale rilevava che, anche senza un referto attestante il pregiudizio al rachide, il danno era stato accertato, in modo obiettivo, sul piano medico legale, in base alla valutazione diagnostica e ai rilievi clinici effettuati.
La questione giungeva dinanzi alla Suprema Corte dove la compagnia assicurativa lamentava la mancata applicazione dell'art 139 del codice delle assicurazioni private. La norma richiede, ai fini del risarcimento delle lesioni micropermanenti, un riscontro medico legale da cui risulti il pregiudizio subito. Inoltre riteneva erronea la liquidazione del danno morale prescindendo dall'accertata esistenza delle conseguenze pregiudizievoli diverse e distinte da quelle fisiche.
Gli Ermellini ritenevano fondato il secondo motivo e, in relazione a questo, accoglievano il ricorso cassando la decisione e rinviando al Tribunale competente in sede di appello.
In relazione al primo motivo la Corte chiariva che la prova della lesione e dei postumi non deve essere fornita, in via esclusiva, con un referto strumentale. Nello specifico, la lesione al rachide, seppur non attestata da un referto, era emersa da esami strumentali e rilievi clinici.
Per ciò che riguarda il danno morale la Cassazione chiariva che “il danno da sofferenza morale
dovrà essere allegato e provato specificatamente anche a mezzo di presunzioni, ma senza che queste si traducano in automatismi che finiscano per determinare (anche) un'erronea sussunzione della fattispecie concreta in quella legale”.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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