Diritto Civile

Le malattie collegate alla prestazione lavorativa sono indennizzabili dall'Inail. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 8948 del 14 maggio 2020).

Le malattie collegate alla prestazione lavorativa ...[..]

  • Data:12 Giugno

 


Il contenzioso sorgeva a seguito di un ricorso che un lavoratore proponeva nei confronti del datore di lavoro e volto ad ottenere il riconoscimento della natura professionale della malattia sorta a seguito della condotta mobbizzante subita.
La Corte di appello competente respingeva la richiesta del lavoratore adducendo che le malattie derivanti da situazioni di mobbing non sono indennizzabili.
Nello specifico, a parere della Corte, non è indennizzabile il danno da “costrittività organizzativa” in quando non rientrante nelle apposite tabelle.
La questione giungeva dinanzi alla Suprema Corte dinanzi alla quale il lavoratore ricorreva.
Il ricorrente rilevava, tra le altre cose, che, ai sensi del DPR 1124 del 1965, la costrittività organizzativa, anche se non tabellata, è indennizzabile, in quanto si riferisce ad un rischio improprio tutelato dal d.p.r. Inoltre, affermava che, con decreto del 2009, il Ministero del lavoro aveva approvato una seconda tabella dove la patologia in questione risultava inserita.
Gli Ermellini ritenevano fondate le doglianze sollevate dal lavoratore e ribaltavano, pertanto, la decisione di appello.
Secondo i Supremi Giudici, infatti, tutte le malattie concernenti l'organizzazione del lavoro, le modalità di svolgimento della prestazione nonché i rischi legati alla lavorazione sono indennizzabili.
In definitiva la Corte ha ritenuto indennizzabile, da parte dell' Inail, qualsiasi malattia causata dall'attività lavorativa, anche se questa non risulta nelle tabelle purchè il lavoratore provi il nesso causale.
La decisione della Cassazione ha confermato un orientamento consolidato in materia e in base al quale risultano indennizzabili sia i rischi specifici e propri della lavorazione sia quelli impropri ovvero non rientranti nell'atto della lavorazione ma comunque collegati con la prestazione lavorativa.

Commento dell'Avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

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