Diritto Civile

La prova dell'avvenuta notifica del verbale deve essere fornita da Equitalia spa. La mancata produzione dell'atto notificato determina l'annullamento della cartella esattoriale.

La prova dell'avvenuta notifica del verbale deve essere fornita da Equitalia spa. La mancata produzione dell'atto notificato determina l'annullamento della cartella esattoriale.[..]

  • Data: 13

“La prova dell'avvenuta notifica del verbale deve essere fornita da Equitalia spa. La mancata produzione dell'atto notificato determina l'annullamento della cartella esattoriale. ” (Giudice di Pace di Pisa sentenza n. 3264 anno 2014).
Il caso concerne un cittadino che si vedeva notificare da Equitalia spa intimazione di pagamento per presunte violazioni emesse dalla Prefettura di Napoli
L'avv. Carlo Cavalletti, dopo aver esaminato le singole intimazioni, citava in giudizio Equitalia Centro spa  e la Prefettura di Napoli eccependo la infondatezza della cartella oltre alla nullità/inesistenza delle notifica.
Il giudizio si svolgeva dinanzi al Giudice di Pace di Pisa il quale – in data 27 gennaio 2015– emetteva sentenza n. 3264/2015 con la quale accoglieva la ragioni del cittadino annullando la cartella impugnata e condannava Equitalia  a pagare le intere spese del giudizio.
In particolare il Giudice rilevava come la prova della avvenuta notifica deve essere fornita dall'ente irrogante e pertanto, qualora la stessa non venga fornita, dovrà essere estinta la relativa cartella.

 


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Via R. Fucini, 49 56125 Pisa
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In relazione alla eccezione di prescrizione dovrà essere Equitalia a fornire la prova della avvenuta interruzione.Le violazioni al codice della strada si prescrivono in cinque anni.[..]

In relazione alla eccezione di prescrizione dovrà essere Equitalia a fornire la prova della avvenuta[..]

  • Data: 13

“In relazione alla eccezione di prescrizione dovrà essere Equitalia a fornire la prova della avvenuta interruzione. Le violazioni al codice della strada si prescrivono in cinque anni. ” (Giudice di Pace di Pisa sentenza n. 764/2017).


Il caso concerne un cittadino che si vedeva notificare da Equitalia Servizi Riscossione spa intimazione di pagamento per presunte violazioni del codice della strada relative agli anni 2002/2008.
L'avv. Carlo Cavalletti con l'ausilio del collaboratore Avv. Andrea Doveri, dopo aver esaminato le singole intimazioni, citava in giudizio Equitalia Servizi di Riscossione spa eccependo la avvenuta prescrizione del credito nonché la infondatezza della cartella oltre alla nullità/inesistenza delle notifiche.
Il giudizio si svolgeva dinanzi al Giudice di Pace di Pisa il quale – in data 13  dicembre 2017 – emetteva sentenza n. 764/2017 con la quale accoglieva la ragioni del cittadino e condannava Equitalia Servizi di Riscossione spa a pagare le intere spese del giudizio per oltre € 1.000,00.
In particolare il Giudice rilevava come “deve essere dichiarata la piena legittimazione di Equitalia” e che la domanda merita di essere accolta in quanto “una volta eccepita la prescrizione di un credito di Equitalia compete a questa l'onere della prova”.
Ed ancora l'autorità giudiziaria sottolinea come la notifica della cartella non ha efficacia di atto giudiziario e pertanto non vi è l'effetto dell'allungamento dei termini di prescrizione breve.
Altresì il Giudice riconosce la competenza della Commissione Tributaria Provinciale per la cartella relativa alla tassa automobilistica cui sarà presentata domanda dai legali Avv.ti Carlo Cavalletti e Andrea Doveri.

 


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Le somme versate dal defunto prima della morte [...] Tribunale di Reggio Calabria sentenza n.90/2017

Le somme versate dal defunto prima della morte sul conto corrente [..]

  • Data: 06

"Le somme versate dal defunto prima della morte sul conto corrente di una terza persona sono oggetto di rivendicazione. La prova della effettiva titolarità che le somme oggetto di causa non appartengono al cointestatario potrà essere fornita in giudizio dal richiedente" (Tribunale di Reggio Calabria sentenza n. 90/2017)
La sentenza che andiamo a trattare riguarda un caso, molto frequente nella casistica italiana, in cui una signora prima di morire aveva aperto un conto corrente con il genero facendoci confluire tutti i propri risparmi.
Dopo la morte della anziana la figlia non convivente, tramite la difesa dell'avv. Carlo Cavalletti, aveva richiesto la restituzione della intere somme confluite sul conto corrente del cognato (nonché marito della coerede) per poi procedere alla divisione con la sorella.
La richiesta stragiudiziale non sortiva alcun effetto in quanto controparte sosteneva che, essendo le somme confluite su un conto cointestato con una terza persona, metà degli importi spettavano al genero della erede.
Più nel particolare si specifica come le somme confluite sul conto corrente erano pari ad€ 60.000,00 e la controparte riteneva di dover restituire solo la somma di€ 30.000,00 alla massa ereditaria per poi procedere alla divisione tra sorelle dell'indicato importo mentre la scrivente riteneva che le somme da restituire erano pari all'intero.
Pertanto veniva promossa azione giudiziaria presso il Tribunale di Reggio Calabria che, in data 19.1.2017, emetteva sentenza n. 90/2017 accogliendo in toto le ragioni di parte atrice e disponendo la restituzione delle intere somme confluite sul conto corrente del genero.
La sentenza motiva le ragioni esposte dall'avv. Carlo Cavalletti riportando che l'azione intentata è da qualificarsi azione di rivendicazione caratterizzata dal preventivo accertamento del Giudice del diritto di proprietà sulle somme richieste e della restituzione del bene.
La prova delle circostanze descritte potrà essere fornita dall'erede interessato, nel caso parte attrice, mediante la ricostruzione bancaria e che peraltro in caso di conto cointestato si presume con presunzione iuris tantum che i titolari delle somme sul conto corrente siano in parti uguali i cointestatari.
La difesa di parte attrice, riferisce il Giudice, ha superato tale presunzione quindi il genero dovrà restituire tutte le somme presenti sul conto corrente per poi procedere alla divisione ereditaria.

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