Diritto Civile

L'onere della prova dell'avvenuta interruzione spetta a Agenzia delle Entrate così come spetta allo stesso ente di riscossione la prova della regolarità della notifica” (Giudice di Pace di Pisa sentenza n. 11/2019 rg. 2674/2016).

 L'onere della prova dell'avvenuta interruzione spetta a Agenzia delle Entrate.... 

  • Data: 30 Gennaio
“L'onere della prova dell'avvenuta interruzione spetta a Agenzia delle Entrate così come spetta allo stesso ente di riscossione la prova della regolarità della notifica” (Giudice di Pace di Pisa sentenza n. 11/2019 rg. 2674/2016)

La vicenda riguarda una società che si occupa di trasporti e rifiuti che si vedeva notificare cartelle esattoriali da Agenzia delle Entrate di Riscossione (ex Equitalia) per presunte violazioni del codice della strada e altre sanzioni amministrative.

La difesa, costituita dagli avv.ti Carlo Cavalletti e Andrea Doveri, eccepivano sia la irreolarità/illegittimità delle avvenute notifiche sia la prescrizione dei presunti crediti in quanto concernenti somme sottoposte al decorso temporale.

Il Giudice accoglie in toto la difesa della società affermando che “nel momento in cui viene eccepita la illegittimità della notifica delle cartelle di pagamento poste a fondamento dell'intimazione di pagamento impugnata, sorge in capo a Agenzia delle Entrate-Riscossione l'onere della prova di documentare la correttezza della notifica”.

Altresì “nel momento in cui viene eccepita la prescrizione del credito posto a fondamento dell'intimazione di pagamento impugnata, sorge in capo a Agenzia delle Entrate-Riscossione l'onere della prova di documentare la interruzione della prescrizione”.

Stante la mancata prova addotta da Agenzia delle Entrate-Riscossioni il Giudice accoglie l'opposizione annullando le cartelle di pagamento poste a fondamento della intimazione.

L'Autorità Giudiziaria, dando ulteriore risalto alla decisione, condanna anche Agenzia delle Entrate-Riscossioni al pagamento delle spese di lite.

 

 

 

Commento avv. Carlo Cavalletti iscritto Albo Cassazionisti

www.studiolegalecavalletti.it

Via R. Fucini, 49

56125 Pisa

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Il consumatore che prenota una vacanza tramite internet ha diritto a richiedere eventuali somme ulteriori richieste dalla struttura alberghiera

Il consumatore che prenota una vacanza tramite internet [..]
  • Data: 26
“Il consumatore che prenota una vacanza tramite internet ha diritto a richiedere eventuali somme ulteriori richieste dalla struttura alberghiera” (Giudice di Pace di Pisa numero sentenza n. 347/2017)

La sentenza in esame, e il relativo commento, concerne una richiesta di rimborso effettuata da un viaggiatore che tramite un sito addetto alle prenotazione aveva riservato una settimana di vacanza in una struttura albergiera.
L'attore, giunto con la propria famiglia presso il villaggio, si era visto al momento dell'arrivo richiedere una somma suppletiva di € 567,00 non riportata nel preventivo iniziale e per tale motivo, dopo aver manifestato il proprio disappunto, si era rivolto all'avv. Martina Marianetti – collaboratrice dello Studio Legale Cavalletti – al fine di richiedere quanto indebitamente pagato.
Il processo si svolgeva dinanzi al Giudice di Pace di Pisa competente per territorio in quanto il viaggiatore aveva la propria residenza in Pisa.
Il Giudice, nella sentenza, accoglie le ragioni del viaggiatore ritenendo la causa documentale visto la produzione della prenotazione che riportava un importo diverso da quello poi richiesto dalla struttura alberghiera.
Altresì l'autorità giudiziaria dispone la condanna della società al pagamento di tutte le spese legali  che quindi dovranno essere corrisposte dal villaggio a favore del difensore.

Commento Avv. Martina Marianetti
c/o Studio Legale Cavalletti
Via R. Fucini, 49 56125 Pisa
Tel: 050540471
Fax. 050542616
www.studiolegalecavalletti.it

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