Diritto del Lavoro

Non valida la transazione su diritti indisponibili. (Corte di Cassazione, Sezione Lavoro n. 15947 dell'08.06.2021).

Non valida la transazione su diritti indisponibili  [..]

  • Data:12 Giugno

 

Il caso riguardava un dipendente di una banca, il quale agiva in giudizio al fine di ottenere il risarcimento del danno pensionistico da omissione contributiva, nonché la condanna della società, datrice di lavoro, al pagamento della somma di circa 950.000,00 euro.

Il lavoratore risultava soccombente sia in primo grado che in sede di appello in quanto la pretesa era stata oggetto di conciliazione tra le parti.

La vicenda giungeva così dinanzi alla Suprema Corte dove il dipendente rilevava che la Corte di Appello aveva ritenuto, erroneamente, legittima la transazione pur avendo ad oggetto diritti futuri ed indisponibili.

Infatti, a parere della difesa di parte ricorrente, il diritto pensionistico, al momento della conciliazione, non poteva considerarsi realizzato in quanto i contributi potevano essere ancora versati non essendo intervenuta alcuna prescrizione.

Gli Ermellini accoglievano il ricorso del lavoratore e precisavano quanto in appresso.

In particolare, la Suprema Corte ricordava che la transazione riguardava il corretto inquadramento del dipendente il quale, con l'assegnazione all'estero, era stato inquadrato come dirigente.

Appariva evidente, pertanto, l'interesse del lavoratore ad agire per il riconoscimento della propria posizione contributiva. La Corte rilevava, altresì, che, il presupposto dell'azione risarcitoria, attribuita ex art 2116 cc al lavoratore, è l'intervenuta maturazione del diritto alla prestazione con conseguente prescrizione del credito contributivo, solo nel momento in cui risultino maturati i requisiti per l'accesso alla prestazione previdenziale.

Nel caso di specie, il danno non si era verificato e, pertanto, non si poteva disporre in via transattiva del diritto al risarcimento pensionistico in quanto è necessario il maturarsi dei requisiti richiesti per il pensionamento. In caso contrario si verte su diritti non facenti ancora parte del patrimonio del creditore.

In accoglimento del ricorso il caso veniva rinviato alla Corte di Appello in diversa composizione al fine di decidere, anche, sulle spese del giudizio di legittimità.

Commento dell' Avv. Carlo Cavalletti abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione

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