Diritto del Lavoro

Per accertare le differenze retributive del trasportatore non bastano i soli cronotachigrafi ma [..]

Per ottenere la cittadinanza occorre che lo straniero abbia risieduto in Italia senza interruzion [..]

  • Data: 31

“Per accertare le differenze retributive del trasportatore non bastano i soli cronotachigrafi ma occorrono anche altre prove esperite nel giudizio di accertamento” (Corte di Cassazione sentenza n. 6053 del 25 marzo 2016).

Il caso concerne una vertenza esperita da vari lavoratori per rivendicare differenze retributive relative ad ore di straordinari effettuati a favore di una ditta di autotrasporti.


Con la sentenza in commento la Sezione Lavoro della Corte di Cassazione ha stabilito un interessante principio in tema di accertamento del lavoro prestato da un autotrasportatore, precisando che l'accertamento del lavoro straordinario prestato da un autotrasportatore, e della sua effettiva entità, non può fondarsi unicamente sui dischi cronotachigrafi, prodotti in originale od in copia fotostatica, ove da controparte ne sia disconosciuta la conformità ai fatti in essi registrati e rappresentati, in quanto da soli inidonei ad una piena prova, per la preclusione stabilita dall'art. 2712 cod. civ., occorrendo a tal fine che la presunzione semplice, costituita dalla contestata registrazione o rappresentazione anzidetta, sia supportata da ulteriori elementi, pur se anch'essi di carattere indiziario o presuntivo.
Il Tribunale di primo grado e successivamente la Corte di Appello avevano accolto le ragioni del lavoratore ritenendo provato il fatto costitutivo addotto proprio in forza dell'allegazione dei cronotachigrafi
La società datrice di lavoro proponeva ricorso per cassazione rilevando la erroneità e la carenza di motivazione della sentenza impugnata in ordine alla inutilizzabilità dei dischi cronotachigrafici essendo gli stessi stati disconosciuti.
La difesa del ricorrente riteneva infatti che le ore lavorate non possono essere desunte, solo ed esclusivamente, dai dischi e che quindi il lavoratore avrebbe dovuto dimostrare le proprie ragioni con altri strumenti probatori.

Con la sentenza oggi commentata la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso presentato dalla datrice sui seguenti presupposti: seppur è vero che  che l'accertamento del lavoro straordinario prestato da un autotrasportatore,  non può fondarsi unicamente sui dischi cronotachigrafici ove da controparte ne sia disconosciuta la conformità ai fatti in essi registrati e rappresentati se la domanda non è sorretta da altri elementi probatori.
Pur tuttavia il ricorso viene rigettato poiché, a dire della Suprema Corte, la sentenza di condanna aveva trovato fondamento anche in forza delle prove testimoniali escusse nel giudizio di primo grado e che avevano confermato lo svolgimento delle ore suppletive.
Infine la CTU svolta nel giudizio di primo grado ha accertato le ore effettive di guida giornaliera ed ha quantificato, in base a quanto pagato e sulla base del contratto collettivo, le differenze dovute per il lavoro in più svolto e non considerato dal datore di lavoro.
Si tratta quindi di un principio molto importante quello espresso nella decisione della Suprema Corte di Cassazione che comporta, nell'affrontare cause per i trasportatori, l'utilizzo dei dischi ma anche di altre prove come ad esempio i colleghi, i ddt e ogni altro documento utile.

 


commento Avv. Carlo Cavalletti
Via R. Fucini, 49 56125 Pisa
Tel: 050540471
Fax. 050542616
www.studiolegalecavalletti.it
news.studiolegalecavalletti.it

Leggi tutto...

La presenza di muffa nelle abitazioni giustifica la richiesta di riduzione del prezzo (Tribunale di Pisa sentenza n. 873 anno 2016)

La presenza di muffa nelle abitazioni giustifica [..]

  • Data:02

L'odierno attore aveva acquistato un'abitazione di nuova costruzione corrispondendo il prezzo di € 150.380,00 oltre iva e migliorie per € 6.688,31.
A partire dall'anno 2008 si verificavano vizi nell'immobile ed in particolare infiltrazioni di acqua, muffa nell'interno ed esterno tanto che instaurava- tramite la difesa dell'avv. Carlo Cavalletti- ricorso per accertamento tecnico preventivo all'esito del quale veniva stabilito un danno per € 12.000,00.
L'avv. Carlo Cavalletti- nell'interesse del proprio cliente- citava dinanzi al Tribunale di Pisa la società venditrice richiedendo – oltre ai danni stabiliti dal CTU- il danno da svalutazione dell'immobile.
La sentenza emessa dal G.I. - dopo aver sentito i teste e verificato la CTU- accoglieva le ragioni dell'acquirente riferendo espressamente che “la difesa aveva provato come i vizi si erano verificati dopo la consegna dell'immobile  e che quindi appare congruo quantificare la riduzione del prezzo nella percentuale del 15% del prezzo di acquisto e quindi in € 23.560,00.
Il G.I. procedeva altresì a condannare parte venditrice a tutte le spese legali comprese quelle relative all'accertamento preventivo.
La sentenza commentata appare interessante nella parte in cui riconosce all'attore il risarcimento del danno - peraltro stimato in un alto coefficiente – all'acquirente di un'abitazione a titolo di svalutazione del bene immobile.

 

La presenza di muffa nelle abitazioni giustifica la richiesta di riduzione del prezzo

Leggi tutto...

Tempo di vestizione degli infermieri riconosciuto come orario di lavoro.

Numerose sentenze in tutto il territorio nazionale riconoscono il diritto del personale infermieristico a vedersi riconosciuto- come orario di lavoro- il tempo impiegato per indossare la divisa necessaria a lavorare in ospedale.

Ed infatti ai sensi del decreto legisltaivo n. 66/2003 e la direttiva comunitaria n. 104/1993 – recepita dall’art. 1 del riportato decreto- deve essere ricompreso nell’orario di lavoro “qualsiasi lavoro in cui il lavoratore sia a lavoro e a disposizione del datore di lavoro e nell’esercziio delle sue attività e le sue funzioni”.

La stessa Corte di Cassazione appare univoca: le citate norme imperative impongono che i tempi di vestizione e di svestizione dei lavoratori devono considerarsi “lavoro” e vanno quindi come tale retribuiti, a condizione che lo svolgimento di tali operazioni venga eterodiretta dal datore di lavoro.
Più specificamente, secondo la Corte “ai fini di valutare se il tempo occorrente per indossare la divisa aziendale debba essere retribuito o meno, occorre far riferimento alla disciplina contrattuale specifica: in particolare, ove sia data facoltà al lavoratore di scegliere il tempo e il luogo ove indossare la divisa stessa (anche presso la propria abitazione, prima di recarsi al lavoro) la relativa attività fa parte degli atti di diligenza preparatoria allo svolgimento dell'attività lavorativa, e come tale non deve essere retribuita, mentre se tale operazione è diretta dal datore di lavoro, che ne disciplina il tempo ed il luogo di esecuzione, rientra nel lavoro effettivo e di conseguenza il tempo ad essa necessario deve essere retribuito” (Cass. Civ. sez. lav. 08 settembre 2006 n. 19273; Cass. civ., sez. lav., 31 gennaio 2011 n. 2135; Cassazione civile sez. lav. 10 settembre 2010 n. 19358; Cassazione civile sez. lav. 02 luglio 2009 n. 15492).

E così il Tribunale di Pescara e il Tribunale di Pisa – solo per citarne alcuni- hanno condannato le relative ASL al pagamento delle somme a titolo di retribuzione straordinaria a favore del personale inferimeristico per i cinque anni trascorsi con un pagamento di decine di migliaia di euro.

Altresì medesimo diritto sarà di spettanza di altro personale quale ad esempio quello dei fisioterapisti, OTA, OSS, audiomestristi e tecnici di radiologia.


Avv. Carlo Cavalletti

Via R. Fucini, 49 56125 Pisa
Tel. 050540471
Fax. 050542616
www. studiolegalecavalletti.it

 

 

Se hai bisogno di una consulenza in merito a questo argomento compila il form, ti contatteremo entro 24 ore.

captcha

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

INFORMATIVA Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy. Cliccando su "OK" acconsenti all’uso dei cookie Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la Cookie Policy.

Cliccando su "OK" acconsenti all’uso dei cookie.