Diritto Condominiale

Devi contestare un’assemblea condominiale?

L'impugnazione della delibera è l'atto con il quale il condomino dissenziente rispetto ad una decisione dell'assemblea (o comunque astenutosi o assente alla riunione) chiede al Giudice di stabilire che essa è illegittima perché in contrasto con la legge o con il regolamento condominiale. In assenza di impugnazione la delibera si presume valida ed è, pertanto, vincolante per tutti i condomini, anche se assenti o dissenzienti. L'impugnazione (che -secondo una recente disposizione - dovrà essere preceduta da un tentativo di conciliazione) si propone con un atto di citazione davanti al Giudice civile entro 30 giorni dalla delibera o dalla comunicazione della stessa ai condomini assenti.

L’impugnazione della delibera è l’atto del condomino che si ritiene leso da una delibera assunta nel corso dell’assemblea condominiale perché contrastante con la legge o con il regolamento.
Le delibere che contrastano con la legge e con il regolamento si dicono “viziate”.
Le delibere viziate si distinguono in delibere:

  • delibere nulle: quando cioè il contrasto con la legge o il regolamento è talmente radicale e grave da non poter essere sanato dalla semplice adesione dei condomini che non provvedono ad impugnarle;

  • delibere annullabili: quando il contrasto con la legge o il regolamento, pur causando una lesione in capo ad uno o più condomini, è di portata minore e si ritiene possa essere sanato per effetto di una sorta di accettazione tacita da parte dei condomini che non provvedono all’impugnazione.
     L’impugnazione si propone dinnanzi al Giudice con uno specifico atto. Tuttavia, a seguito delle modifiche introdotte dal c.d. Decreto Fare (D.L. n. 69/2013) il condomino che intende procedere in sede giudiziaria per risolvere questioni relative ai rapporti condominiali sarà obbligato a tentare preventivamente la conciliazione davanti ad un Ente accreditato presso il Ministero della Giustizia. 

L’impugnazione delle delibera può essere proposta dai condomini:

  • assenti all’assemblea

  • che si sono astenuti nella votazione

  • che si sono dichiarati contrari nella votazione.
     

  • Questa regola non si applica in caso di delibera nulla che, invece, può essere impugnata da chiunque ne abbia interesse.
    L’impugnazione si effettua attraverso una citazione davanti al Giudice civile che deve essere notificata al Condominio, nella persona dell’Amministratore, entro 30 giorni:

  • dalla deliberazione per i condomini (astenuti o dissenzienti) presenti all’assemblea

  • dalla data di comunicazione della delibera per i condomini assenti all’assemblea.

L'impugnazione della delibera è l'atto con il quale il condomino dissenziente rispetto ad una decisione dell'assemblea (o comunque astenutosi o assente alla riunione) chiede al Giudice di stabilire che essa è illegittima perché in contrasto con la legge o con il regolamento condominiale. In assenza di impugnazione la delibera si presume valida ed è, pertanto, vincolante per tutti i condomini, anche se assenti o dissenzienti. L'impugnazione (che -secondo una recente disposizione - dovrà essere preceduta da un tentativo di conciliazione) si propone con un atto di citazione davanti al Giudice civile entro 30 giorni dalla delibera o dalla comunicazione della stessa ai condomini assenti.

L’impugnazione della delibera è l’atto del condomino che si ritiene leso da una delibera assunta nel corso dell’assemblea condominiale perché contrastante con la legge o con il regolamento.
Le delibere che contrastano con la legge e con il regolamento si dicono “viziate”.
Le delibere viziate si distinguono in delibere:

  • delibere nulle: quando cioè il contrasto con la legge o il regolamento è talmente radicale e grave da non poter essere sanato dalla semplice adesione dei condomini che non provvedono ad impugnarle;

  • delibere annullabili: quando il contrasto con la legge o il regolamento, pur causando una lesione in capo ad uno o più condomini, è di portata minore e si ritiene possa essere sanato per effetto di una sorta di accettazione tacita da parte dei condomini che non provvedono all’impugnazione.
     L’impugnazione si propone dinnanzi al Giudice con uno specifico atto. Tuttavia, a seguito delle modifiche introdotte dal c.d. Decreto Fare (D.L. n. 69/2013) il condomino che intende procedere in sede giudiziaria per risolvere questioni relative ai rapporti condominiali sarà obbligato a tentare preventivamente la conciliazione davanti ad un Ente accreditato presso il Ministero della Giustizia. 

L’impugnazione delle delibera può essere proposta dai condomini:

  • assenti all’assemblea

  • che si sono astenuti nella votazione

  • che si sono dichiarati contrari nella votazione.
     

  • Questa regola non si applica in caso di delibera nulla che, invece, può essere impugnata da chiunque ne abbia interesse.
    L’impugnazione si effettua attraverso una citazione davanti al Giudice civile che deve essere notificata al Condominio, nella persona dell’Amministratore, entro 30 giorni:

  • dalla deliberazione per i condomini (astenuti o dissenzienti) presenti all’assemblea

  • dalla data di comunicazione della delibera per i condomini assenti all’assemblea.

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Ultima modifica ilDomenica, 07 Febbraio 2016 14:47
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