Lavoro

Malattia professionale e danno da amianto

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La malattia professionale (detta anche "tecnopatia") è la patologia che il lavoratore contrae in occasione dello svolgimento dell'attività lavorativa a causa delle presenza di fattori presenti nell'ambiente nel quale presta servizio. Si distingue dall'infortunio sul lavoro perché l'infortunio si verifica in modo tendenzialmente immediato che incide istantaneamente e in modo traumatico sulla salute del lavoratore (la c.d. causa violenta), mentre la malattia professionale si sviluppa nel tempo per l'esposizione ad un fattore di rischio.

Con il D.P.R. n. 1124 del 1965, che ha disciplinato il funzionamento dell’INAIL, è stato previsto un sistema assicurativo che tutela il lavoratore che contrae una malattia professionale.
In particolare, l’art. 3 della legge stabilisce che rientrano nella copertura INAIL le malattie professionali comprese nelle tabelle inserite negli allegati 4 e 5 che sono stati progressivamente aggiornati sino all’intervento effettuato con il D.M. 9 aprile 2008.
Queste tabelle indicano complessivamente 85 categorie di malattie per il settore dell’industria e altre 24 per il settore agricolo, che – quando si manifestano – si presumono dovute all’attività lavorativa e che quindi vengono ricomprese nella copertura assicurativa. Si tratta delle c.d. malattie tabellate, così definite appunto perché inserite nelle tabelle richiamate dalla legge.
In altre parole, quando il lavoratore contrae una di queste malattie deve soltanto dimostrare di essere stato adibito ad una lavorazione collegata a quella specifica malattia per potere ottenere le prestazioni INAIL.
Il lavoratore, tuttavia, può contrarre anche altre malattie, non indicate nelle tabelle causate però sempre da fattori di rischio presenti nel luogo in cui questo prestava l’attività lavorative.
In questa ipotesi, per poter ottenere le prestazioni INAIL, il lavoratore dovrà dimostrare che la malattia (non compresa nelle tabelle) trova la sua causa da elementi presenti nell’ambiente in cui ha lavorato. In termini tecnici si dice che il lavoratore è onerato della prova del nesso causale tra malattia e condizioni di lavoro.
Si parla in questi casi di malattie professionali non tabellate.

Come denuncio la malattia professionale?

Per ottenere le prestazioni da parte dell’INAIL in caso di malattia professionale è necessario effettuare una denuncia.
In particolare il lavoratore deve comunicare al datore di lavoro di avere contratto la malattia professionale entro 15 giorni dal momento in cui questa si manifesta.
Il datore di lavoro, a sua volta, deve inviare all’INAIL la relativa denuncia entro i successivi 5 giorni.
L’invio va effettuato alla sede INAIL competente per territorio, ovverosia quella in cui l’assicurato ha il domicilioLa denuncia può essere effettuata anche per via telematica e in questo caso il certificato medico deve essere trasmesso soltanto se viene richiesto dall’INAIL.
Nel caso in cui il datore di lavoro non rispetti i termini per la denuncia va incontro a pesanti sanzioni amministrative.
Una volta che l’INAIL ha ricevuto la denuncia prende il via un procedimento amministrativo che ha lo scopo di verificare l’effettiva sussistenza della malattia e se ci sono i presupposti per l’accoglimento della richiesta ed in particolare se la malattia rientra tra quelle tabellate o meno, perché nel secondo caso dovrà essere il lavoratore a dimostrare che esiste un rapporto di causa-effetto tra la lavorazione alla quale era assegnato e la malattia.
Se vi sono i presupposti per l’accoglimento della domanda l’INAIL eroga le prestazioni che consistono principalmente nel pagamento di somme di denaro (sotto forma di pagamento in un’unica soluzione o di rendite, ossia la corresponsione di somme di denaro a rate).

Che devo fare se la malattia si aggrava?

All’atto dell’erogazione della prestazione l’INAIL stabilisce l’entità della malattia che, tuttavia, con il passare del tempo può aggravarsi (oppure in parte diventare meno grave).
Per questo motivo il lavoratore può inviare all’INAIL una domanda di aggravamento, detta anche domanda di revisione, richiedendo una nuova visita di verifica. Anche l’INAIL può, dal canto suo, effettuare la stessa richiesta.

La prima domanda può essere effettuata:

dopo 6 mesi dal momento in cui è terminato il periodo di inabilità temporanea assoluta

dopo 1 anno dal momento in cui si è manifestata la malattia (se il lavoratore non si è mai assentato dal lavoro)


Le domande successive non possono essere presentate prima di un anno dal momento in cui è stata presentata la precedente.
L’ultima domanda, infine, deve essere presentata entro i 15 anni dal momento della decorrenza della rendita INAIL e la richiesta deve essere inoltrata non oltre un anno dopo la scadenza del quindicesimo anno.
Sulla richiesta, visti gli esiti della visita, l’INAIL effettua le opportune valutazioni e comunica la propria decisione al lavoratore attraverso una lettera.
Se la decisione è sfavorevole (cioè se l’INAIL ritiene che non vi sia stato un aggravamento) il lavoratore può presentare un ricorso alla stessa sede INAIL alla quale ha presentato la domanda contestando le conclusioni e chiedendo una revisione della decisione.

 

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Ultima modifica ilMercoledì, 18 Novembre 2015 11:24

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