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Risarcimento danni da uranio impoverito

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Che cosa è l’uranio impoverito?

L’uranio impoverito viene ottenuto come scarto del procedimento di arricchimento dell’uranio;

oltre ad avere un utilizzo nelle applicazioni civili, viene usato per la preparazione di munizioni anticarro e per le corazzature di alcuni sistemi d’arma.
L’utilizzo dell’uranio impoverito da parte dei militari italiani, nonostante sia stato fortemente negato in diversi documenti ufficiali del Ministero della Difesa, è sospettato da diverse organizzazioni della società civile a causa soprattutto di diversi casi di tumore che si sono verificati tra il personale civile e militare nelle basi militari.
Molti militari che hanno preso parte alla Guerra del Kosovo e alla Guerra del Golfo, hanno accusato delle malattie molto gravi al ritorno dalle missioni che prendono il nome di Sindrome dei Balcani.
L’uranio impoverito è causa diretta di  leucemia, di linfomi di Hodgkin e di altre forme di tumore; i primi casi risalgono al 1999 quando un soldato morì di leucemia al ritorno da una missione in Bosnia.

Che posso fare se sono stato contaminato da uranio impoverito?

Il soggetto che ritiene di essere stato contaminato deve preliminarmente dimostrare di essere stato esposto all’uranio in zone radioattive e perciò contaminate.
Occorre poi sussistere il nesso causale la malattia e l’esposizione all’uranio impoverito.
Stante la contaminazione in operazioni belliche il soggetto dovrà allegare il nesso di causalità tra la malattia contratta e l’operazione svolta (sia di guerra che di pace) e la mancata adozione di misure di sicurezza da parte del soggetto responsabile che nel caso specifico risulta identificato nel Ministero della Difesa che doveva essere a conoscenza della presenza del materiale radioattivo senza avere adottato le relative misure di sicurezza..
La mancata informazione sulla pericolosità della missione che si svolge in luoghi contaminati, e la conseguente mancata adozione dei mezzi di sicurezza integrano di responsabilità (ex art. 2043 c.c.) nei confronti dei responsabili qualora sia dimostrato che la malattia è conseguenza certa dell’esposizione alla fonte radioattiva.

Come procediamo per l’azione legale?

Occorre preliminarmente svolgere una visita medico-legale al fine di accertare il nesso tra la patologia e l’esposizione all’uranio impoverito.
Successivamente lo studio procederà con una richiesta di risarcimento e qualora il Ministero della Difesa non proceda ad una proposta lo studio- ai sensi del D.P.R. 37 del 2009 inizierà un ricorso per risarcimento danni (ex art. 3).  

Nell’ipotesi di mancato pagamento del risarcimento dovuto si procederà in via giudiziale con un ricorso al giudice competente richiedendo la tutela prevista ex art. 2043 c.c. per aver colposamente omesso di adottare tutte le opportune cautele atte a tutelare i propri soldati dalle conseguenze dell’utilizzo dell’uranio impoverito.

Missioni Afghanistan, Balcani, Iraq e Libano.

Si ricorda che la Commissione Mandelli ha stabilito un nesso significativo tra l’insorgenza del linfoma di Hodgdinn’s e l’impiego nelle missioni indicate.
Per tali soldato quindi la prova della responsabilità del Ministero della Difesa e il nesso tra la patologia e l’attività svolta; secondo la sentenza 429/2015 del Tar Piemonte dovrà essere il Ministero a dimostrare che la malattia è dipesa da eventi esogeni e non al richiedente dimostrare il nesso causale.

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Ultima modifica ilDomenica, 28 Febbraio 2016 08:26

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