Diritto Civile

L'azienda indotta dal lavoratore al licenziamento ha diritto al rimborso della somma pagata a titolo di ticket di licenziamento. (Tribunale di Udine sentenza n. 106 del 30.09.2020).

L'azienda indotta dal lavoratore al licenziamento[..]

  • Data:06 Ottobre

 

La sentenza in commento risulta interessante in quanto analizza le conseguenze legate ad un caso dove il lavoratore “induceva” il datore di lavoro ad intimare il licenziamento.

Nel caso di specie il lavoratore, anziché presentare le dimissioni, si assentava dal lavoro ingiustificatamente.

A seguito del licenziamento intimato il dipendente chiedeva l'emissione di un decreto ingiuntivo al fine di ottenere il pagamento della somma allo stesso spettante a titolo di retribuzione e TFR.

La società datrice di lavoro proponeva opposizione e chiedeva, tra le altre cose, il rimborso della somma pagata quale ticket di licenziamento.

Parte opponente, a fondamento della domanda, deduceva che il lavoratore, in un primo momento, aveva comunicato la volontà di presentare le dimissioni a causa dei problemi di salute del padre. Chiedeva, però di essere licenziato formalmente al fine di usufruire della NASPI.

A fronte della risposta negativa da parte dell'azienda, il dipendente si assentava ingiustificatamente dal lavoro per diversi giorni costringendo il datore di lavoro al licenziamento.

Il Tribunale competente accoglieva l'opposizione in relazione a questo profilo revocando il decreto ingiuntivo emesso e riducendo il credito del lavoratore.

Il Tribunale osservava, infatti, che, in caso di assenza ingiustificata del dipendente allo scopo di ottenere il licenziamento, le spese sostenute dalla società per dare corso involontariamente alla decisione del recesso non possono che essere addossate al lavoratore.

Nei casi in cui si integri la circostanza sopra descritta il ticket per il licenziamento è un onere a cui la società è tenuta esclusivamente perchè il lavoratore, anziché dimettersi senza alcun costo per la società datrice di lavoro, mette la stessa nella condizione di dover risolvere il rapporto di lavoro.

 

Commento dell'Avv. Carlo Cavalletti

(abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione)

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