Diritto Penale

Lesioni al pedone e responsabilità dell'automobilista. (Corte di Cassazione, Sezione Penale n. 32963 del 07.09.2021).

Lesioni al pedone e responsabilità dell'automobilista [..]

  • Data:02 Ottobre

 

Il caso aveva ad oggetto un sinistro stradale avvenuto tra un motociclista e un pedone.

La Corte di Appello confermava la condanna del motociclista per il reato di cui all'art. 589 c.p. per aver investito il pedone.

La vicenda veniva sottoposta all'attenzione della Suprema Corte dinanzi alla quale il soggetto ritenuto responsabile presentava ricorso.

Parte ricorrente deduceva violazione e vizio di motivazione rilevando come le dichiarazioni dei testimoni e del marito della vittima, il quale dichiarava di aver iniziato l'attraversamento con la moglie a semaforo verde, fossero contrastanti.

La condanna di secondo grado si basava sulla velocità tenuta dal motociclista ritenuta eccessiva in riferimento allo stato dei luoghi senza però aver considerato la condotta della vittima.

Secondo parte ricorrente il superamento del limite di velocità non può fondare un giudizio di responsabilità, occorre accertare se l'impatto si sarebbe verificato anche con una velocità più moderata.

Il ricorrente chiedeva, pertanto, l'annullamento della sentenza impugnata ritenendo che la sola velocità non fosse idonea a fondare la sua responsabilità.

Gli Ermellini, ritenendo il motivo non fondato, rigettavano il ricorso.

Veniva accolto il ricorso per un motivo diverso da quello in esame ovvero in relazione alla mancata concessione del beneficio della non menzione all'imputato.

Per quanto riguarda l'oggetto del giudizio la Corte osservava che, nel caso in esame, erano stati esaminati i profili di colpa attinenti alla condotta dell'automobilista e risultanti dagli accertamenti svolti, quali la velocità, il mancato arresto del veicolo, la condotta di guida imprudente e negligente.

In sostanza, per gli Ermellini, l'aver superato il limite di velocità, dinanzi ad una condotta imprudente della vittima, può, comunque, fondare la responsabilità del soggetto posto alla guida.

La Corte ha, altresì, ricordato che il giudice di legittimità non ha competenza sul contenuto della prova ma interviene quale giudice della motivazione e dell'osservanza della legge.

 

Commento dell'Avv. Carlo Cavalletti

(abilitato alla difesa dinanzi alla Corte di Cassazione)

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